Cos’è la nictofilia? Fascino psicologico per l’oscurità e la notte

Cos’è la nictofilia? Fascino psicologico per l’oscurità e la notte

Nyctophilia and Nyctophilie

La nictofilia è un fenomeno psicologico caratterizzato da una profonda attrazione per l’oscurità e i misteri che racchiude. Gli individui che possiedono questa inclinazione hanno spesso una maggiore sensibilità alle esperienze sensoriali che emergono sotto la copertura dell’oscurità.

Etimologia di nictofilia

Il termine “nictofilia (nyctophilia)” deriva da due parole greche: “nyx” che significa notte e “philia” che significa amore o affetto. Se combinate, queste parole formano “nictofilia”, che si traduce direttamente in “amore della notte” o “amore dell’oscurità”.1

L’etimologia di nictofilia fornisce approfondimenti sul concetto stesso. La parola “nyx” rappresenta la notte, che è associata all’oscurità, al mistero e all’assenza di luce. Al contrario, “philia” trasmette un senso di forte affetto, affetto o amore verso qualcosa. Pertanto, la nictofilia comprende un profondo fascino, attrazione o affinità per la notte o l’oscurità.

La combinazione di queste due radici greche in nictofilia cattura l’essenza di questo fenomeno psicologico, evidenziando l’intensa connessione emotiva e il fascino che alcuni individui provano verso la notte. Il termine è stato coniato per descrivere questa specifica inclinazione, che può manifestarsi in vari modi ed essere interpretata attraverso diversi contesti, tra cui la psicologia, la filosofia, la storia, l’arte e la cultura.

Anche il genere dei pipistrelli Nyctophilus deriva il suo nome dalla combinazione delle parole greche “nyx” e “philia”.2

Simbolismo dell’oscurità nel contesto storico

Nel corso della storia, l’oscurità si è intrecciata con varie mitologie, folklore e simbolismo religioso, acquisendo una moltitudine di significati e associazioni che hanno profondamente influenzato la comprensione e la percezione umana.

Nelle antiche civiltà che ci hanno preceduto, l’oscurità aveva un significato profondo. Era intrecciato con le nozioni di creazione, rigenerazione e le forze primordiali che sono alla base della natura stessa. Visto come il vuoto fertile da cui scaturiva la vita, l’oscurità incarnava i misteri della genesi e il potenziale di crescita che emergeva dall’assenza di luce. Rappresentava il grembo primordiale, l’oscurità avvolgente da cui tutte le cose sono nate e nutrite.

Col passare del tempo, è emersa l’era medievale, che presenta l’oscurità in una prospettiva diversa. Durante questo periodo, l’oscurità assunse connotazioni del soprannaturale e dell’occulto. Questa trasformazione è evidente nella letteratura gotica del XVIII e XIX secolo, dove la notte emergeva come un regno velato di enigma, evocando sensazioni sia di orrore che di bellezza. All’interno delle opere letterarie gotiche di autori come Mary Shelley e Bram Stoker, l’oscurità divenne un potente simbolo, fungendo da porta d’accesso ai misteri, ai segreti e alle profondità della psiche umana.

Il fascino dell’oscurità è persistito nel corso della storia, adattandosi ai contesti culturali che ha incontrato e adottando nuovi strati di significato. In diversi sistemi di credenze e tradizioni, è stato associato all’introspezione, alla contemplazione e al regno dei sogni. Tuttavia, con l’evolversi delle civiltà, anche le loro interpretazioni dell’oscurità si sono evolute.

Approfondimenti psicologici sulla nictofilia

Comprendere gli aspetti psicologici della nictofilia richiede una profonda esplorazione della psiche umana, approfondendo gli intricati fattori che contribuiscono a questa accattivante inclinazione. Esaminando le motivazioni e le esperienze sottostanti, possiamo ottenere preziose informazioni sulla complessità e il significato della nictofilia.

Una spiegazione plausibile per il fascino dell’oscurità risiede nell’intrinseca curiosità umana per l’ignoto. La notte, avvolta nell’oscurità, diventa una vasta tela su cui l’immaginazione può vagare senza limiti. In assenza di illuminazione, le nostre facoltà cognitive sono libere di evocare fantasie, misteri e possibilità, invocando un senso di meraviglia e un desiderio di esplorazione. La natura enigmatica della notte stimola la nostra innata propensione a cercare risposte, svelare segreti e scoprire verità nascoste che giacciono oltre i veli dell’oscurità.

Inoltre, l’oscurità è spesso associata al relax e alla tranquillità. Mentre il sole tramonta e il mondo diventa più tranquillo, le ore notturne introducono un’atmosfera di quiete e serenità. L’assenza di luminosità e stimoli estranei può creare un santuario in cui gli individui trovano conforto e tregua dalle esigenze e dalle complessità dell’esistenza diurna. La notte offre un periodo opportuno per l’introspezione e la riflessione personale, consentendo agli individui di ritirarsi nei recessi della propria coscienza, favorendo una profonda connessione con i propri pensieri, emozioni e aspirazioni.

Un altro aspetto psicologico degno di considerazione è il fascino della segretezza e dell’occultamento. L’oscurità conferisce agli individui un mantello di anonimato e liberazione. Durante la notte, ci si può sentire emancipati per esprimere il proprio io autentico, liberati dalla paura del giudizio o dalle aspettative della società. L’oscurità dell’oscurità diventa un rifugio in cui l’autenticità può essere abbracciata, gli aspetti non convenzionali della propria personalità possono essere esplorati e attività o pensieri che potrebbero essere vietati o denigrati durante le ore diurne possono essere assecondati. Questa emancipazione dai vincoli sociali genera un senso di empowerment ed euforia, contribuendo così al fascino della nictofilia.

Inoltre, la dicotomia tra luce e oscurità assume un significativo simbolismo psicologico. Proprio come la luce incarna la chiarezza, la visibilità e la razionalità, l’oscurità incarna l’ignoto, l’inconscio e il regno delle emozioni. La nictofilia può derivare da un desiderio intrinseco di scavare nelle profondità della nostra psiche, di esplorare i recessi enigmatici delle nostre menti e delle nostre emozioni che spesso sfuggono alla comprensione nella penetrante luce del giorno. Permette l’abbraccio delle sfaccettature misteriose della nostra esistenza e facilita la scoperta della bellezza e del significato nell’ombra.

La nictofilia è una malattia?

La nictofilia non è una malattia, ma piuttosto un’inclinazione psicologica o un fenomeno caratterizzato da una profonda attrazione per l’oscurità e la notte. Non è riconosciuto come un disturbo clinico in manuali diagnostici ampiamente accettati come il DSM-5.3

È importante notare che il termine “nictofilia” è spesso usato in un contesto colloquiale o artistico per descrivere una preferenza personale o il fascino della notte piuttosto che una condizione patologica. Rappresenta l’esperienza soggettiva di un individuo e può variare notevolmente in intensità e manifestazione da persona a persona.

Mentre alcuni individui possono avere una forte affinità per l’oscurità e trovare conforto o ispirazione nella notte, in genere non è considerata una condizione patologica o dannosa. Tuttavia, se il fascino di un individuo per l’oscurità o la notte inizia a interferire in modo significativo con il suo funzionamento quotidiano, le relazioni o il benessere generale, potrebbe essere consigliabile cercare una guida professionale da un fornitore di salute mentale. Possono fornire una valutazione completa e un supporto appropriato, se necessario.

Rivalutazione della Luce e dell’Oscurità

Da un punto di vista filosofico, la nictofilia suscita una profonda contemplazione che circonda la dualità intrinseca all’interno dell’esistenza. Nel corso della storia, la luce e l’oscurità sono state rappresentazioni simboliche di forze opposte, con la luce spesso associata alla conoscenza, alla verità e all’illuminazione, mentre l’oscurità simboleggia l’ignoto, l’incertezza e persino l’ignoranza. Tuttavia, la nictofilia sfida questa dicotomia tradizionale, spingendoci a rivalutare la nostra percezione dell’oscurità e ad approfondire il suo significato filosofico.

Una prospettiva convincente che emerge è radicata nell’esistenzialismo, una scuola di pensiero filosofica che afferma che gli individui possiedono la libertà di definire il proprio significato e scopo nella vita. In questo quadro, la nictofilia può essere intesa come una manifestazione dell’affermazione della propria individualità, dell’abbracciare il non convenzionale e dell’imbarcarsi in esplorazioni di territori inesplorati. Diventa un atto di ribellione contro le norme sociali, fungendo contemporaneamente da affermazione dell’autonomia personale e da rifiuto di confini predeterminati.

A un altro livello filosofico, interpretazioni alternative propongono che la nictofilia incarni una ricerca di verità più profonde e di esperienze profonde. L’oscurità assume il ruolo di una tela metaforica su cui gli individui proiettano i loro pensieri, emozioni e aspirazioni. Immergendosi nell’oscurità, gli individui mirano a scoprire aspetti nascosti della loro coscienza, scrutando nelle profondità del loro essere. Questa esperienza immersiva può fornire l’accesso a stati alterati di consapevolezza e aprire la strada a intuizioni profonde.

Arte, cultura e il richiamo dell’oscurità

La nictofilia, non solo come inclinazione psicologica ma anche come ispirazione artistica, ha trovato la sua manifestazione in diverse forme d’arte. Le arti visive, come la pittura e la fotografia, si sono a lungo preoccupate di esplorare l’estetica delle ombre, catturando efficacemente la relazione dinamica tra luce e buio. Eminenti artisti nel corso della storia, tra cui Caravaggio, Rembrandt ed Edward Hopper, hanno impiegato tecniche, orchestrando abilmente il contrasto tra luce e oscurità per trasmettere profondità ed evocare una vasta gamma di emozioni nei loro capolavori.

Anche la letteratura e la poesia hanno abbracciato l’incanto dell’oscurità, con autori famosi come Edgar Allan Poe, HP Lovecraft ed Emily Dickinson che scavano nei suoi regni profondi per evocare intrighi, mistero e macabro.

nictofilia
Le sette opere di misericordia (Caravaggio)
Foto: Wikimedia

Al di là dell’incarnazione artistica individuale, la nictofilia trova espressione anche in feste, tradizioni e rituali che esaltano l’oscurità e la notte. Queste feste (come Halloween e la notte di Valpurga) spesso comportano l’indossamento di maschere e costumi e l’esplorazione del soprannaturale, evidenziando efficacemente il fascino dell’oscurità all’interno delle pratiche culturali.

Inoltre, alcune sottoculture e stili di vita alternativi possono adottare la nictofilia come caratteristica distintiva. La sottocultura gotica, ad esempio, abbraccia l’oscurità come posizione sia estetica che filosofica. Sottolinea la bellezza che si trova nell’inquietante, cupo e non convenzionale, fornendo un mezzo di autoespressione e un rifiuto delle norme tradizionali. Per coloro che si identificano con questa sottocultura, abbracciare l’oscurità favorisce un senso di appartenenza e identità.

Prospettive e teorie diverse

Sebbene la nictofilia sia stata esplorata da varie angolazioni, è essenziale riconoscere che esistono diverse prospettive e teorie riguardo alla sua natura e alle sue origini. Alcuni sostengono che la nictofilia possa essere radicata in un adattamento evolutivo, poiché gli esseri umani hanno storicamente fatto affidamento sull’oscurità per il riposo, il ripristino e la protezione. Altri propongono che possa essere collegato a determinati tratti della personalità o predisposizioni psicologiche, come l’introversione o la sensibilità agli stimoli.

Inoltre, alcuni ricercatori suggeriscono che il fascino dell’oscurità potrebbe derivare da una paura primordiale e dall’emozione di affrontare e vincere quella paura. Questa teoria postula che gli individui con nictofilia possano cercare l’oscurità come mezzo per sperimentare un senso controllato di pericolo ed eccitazione, simile al brivido di guardare un film dell’orrore o partecipare ad attività che inducono adrenalina.

  1. “The Century Dictionary – An Encyclopedic Lexicon of the English Language – Volume III”, William Dwight Whitney & Benjamin E. Smith, 1914^
  2. “Taxonomy of Australian Mammals”, Stephen Jackson & Colin Groves, Csiro Publishing, 2015, ISBN: 9781486300136^
  3. “Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders”, American Psychiatric Association, American Psychiatric Publishing, 5th edition, 2013, ISBN: 978-0890425558^
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